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25/05/11

Di qua o di là

"L’estremismo ha un merito: spinge le persone di qua o di là"

"Perché nessuna parola è mai pronunciata invano. Le parole sono pietre, si sa. Le parole lasciano il segno. Sempre. Ma non sempre nella direzione sperata da chi, proprio come pietre, le scaglia "

Io mi chiedo solo una cosa:
ma perché mai Piergiorgio Paterlini non tiene un blog tutto suo?

Io lo seguirei. Sicuro.

Hasta luego.

[Photo credits | By The National Guard [CC-BY-2.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons]

03/05/11

The Wall

Prendo spunto da un ottimo post di Alessandro Gilioli sul suo blog "Piovono rane" (prima o poi dovrò capire il perché di questo nome...).

Si è svolto a Roma - anzi, in Vaticano! -  il Vatican Blog Meeting.

Confesso: leggendo nei giorni precedenti questa notizia sui miei feed (ad esempio, anche Massimo Mantellini ne aveva accennato nel suo blog), ero rimasto abbastanza sorpreso e scettico.

"Sorpreso" (positivamente) del fatto che la Chiesa volesse in qualche modo (il "suo"?) approfondire la conoscenza e le particolarità di questo mondo così variegato e articolato, quello dei blogger.
"Scettico" perché un certo retrogusto di "deja vu" mi spingeva a sentire che non fosse esattamente uno spirito di conoscenza nel senso puro del termine a muovere il tutto, quanto piuttosto forse la (inconscia? Mah...) volontà di capire se e come questo mondo potesse in qualche modo essere ricondotto alle categorie funzionali alle gerarchie ecclesiastiche.

Poi, però, da empirico quale mi ritengo, mi sono detto: "Nessun pregiudizio, lasciamo che il tutto si svolga e vediamo".

Ovviamente, non essendo né stato invitato (che strano, eh?! ;) né potendo in qualche modo, per mere ragioni geografiche,l presenziare da vicino all'evento, mi sono basato sulle prime reazioni che mi sono pervenute, e tra queste appunto quella di Alessandro Gilioli, uno dei blogger da me maggiormente stimati.

Purtroppo le impressioni di Gilioli confermano le mie; anche a lui infatti il tutto è sembrato
"un tentativo di apertura e di contaminazione (oddio, forse quest’ultima parola è un po’ eccessiva, diciamo che la uso per incoraggiamento) e quindi come tale da apprezzare".

Poi, però
"[...] non è che tutta questa apertura si sia vista nei discorsi che sono arrivati dal palco – e nemmeno nella gran parte delle domande della platea."

E sapete perchè? Perché
"[...] i discorsi [...] partivano da un postulato non detto ma largamente sottinteso: quello in base al quale la Rete è uno strumento di proselitismo, punto, fine".

Ecco, il conquibus sta tutto qui.
E' lo stesso errore che commette la gran parte dei nostri politici i quali, rendendosi conto di non poter ignorare il "mondo di Internet", decidono di affrontarlo nel modo più sbagliato possibile (tanto che alla fine ignorarlo sarebbe stata di gran lunga una scelta migliore per loro!!), ovvero considerarlo come una grossa protesi dei mezzi di comunicazione tradizionali (o mainstream, se volete) - TV, radio, giornali.
E cosa hanno questi mezzi in comune tra di loro? Esatto! La "unidirezionalità": io politico parlo, tu elettore ascolti, ti abbeveri e ti pasci.

La Chiesa temo sia caduta nello stesso equivoco quando vuole "conoscere il mondo dei blog". Vale a dire: capiamo in quale crepa poter infilare il cuneo per poter scardinare il meccanismo della bidirezionalità e della creazione dei contenuti da parte degli utenti (o "prosumer", come anche Wikinomics ci ha spiegato) ed usare il web come "uno strumento di proselitismo".

Ovviamente ritengo anche, molto modestamente, che, anche grazie ad esempi deleteri e deteriori, stiano grossolanamente sbagliando mira per ritrovarsi poi con delle gran pive nel sacco.

Purtroppo, però, (e sottolineo purtroppo, senza ironia alcuna) il rischio è che venga a mancare un apporto di contributi e di contenuti, secondo un approccio web 2.0, da chi qualcosa avrebbe da offrire e da scambiare.

Hasta luego.



[Photo credits | By Roger Bunyan (Own work) [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html), CC-BY-SA-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/) or CC-BY-2.5 (www.creativecommons.org/licenses/by/2.5)], via Wikimedia Commons]

23/12/10

Cadono ...

... le braccia, le gambe, le balle ... Insomma, a sentire un senatore del PD - tal Luigi Lusi - che dice le cose riportate da Alessandro Gilioli nel suo blog, cade proprio tutto il cadibile.

E andiamo avanti così!

Hasta luego.

10/12/10

Il significato delle parole

Ecco, appunto....
Qui Alessandro Gilioli e qui Pippo Civati ci aprono gli occhi sul significato "moderno" della parola "responsabilità" e sui suoi illustri promotori..........
Buona lettura e grazie ai due autori.
UPDATE: qui Stefano Catone aggiunge la sua analisi, abbastanza amara (che però condivido in pieno)

02/12/10

Che casino senza fili...!

E io che credevo che la situazione si fosse un po' schiarita....

Invece pare proprio di no: non solo, ma siamo addirittura, come dice Alessandro Gilioli "nella palta".

Avevo infatti già letto l'intervento di Massimo Mantellini sullo stesso argomento, e ne ero rimasto abbastanza scoraggiato.
Il post di Gilioli fa una chiarezza chirurgica sul casino: intanto mette in evidenza che l'apertura (del tutto presunta, a questo punto) del Governo sul WiFi con il non-rinnovo del decreto Pisanu, era:
"diretta a tranquillizzare quella parte di soggetti economici che si sta accorgendo, sempre di più, che il blocco all’WiFi è un ostacolo al loro business".

Certo, non ci sarebbe nulla di male in
"[...] questa convergenza sull’WiFi tra interessi e ideali, non mi scandalizzo affatto. Anzi, me ne compiacerei, se aiutasse a migliorare un po’ questo Paese. Peccato che al momento, invece, non sta portando proprio a nulla; anzi, curiosamente, sembra che tanti presunti poteri forti si stiano facendo prendere per i fondelli dal Viminale e dal governo in genere".

Però, l'avvertimento finale è rivolto sì agli imprenditori, ma anche ad ognuno di noi:
"guardate che il WiFi non lo stanno affatto liberando. Ve l’hanno promesso, ma non lo stanno facendo. Regolatevi di conseguenza".

Ecco, appunto ...

Hasta luego.

04/11/10

Insight

Ora, non voglio apparire ripetitivo e noioso, ma sempre per la serie "da grande vorrei fare il blogger" mi tocca citare di nuovo una ficcante e puntuale analisi di Alessandro Gilioli.

Hasta luego.