Follow the Snail's silver trail ....... Follow Dr_Jonx on Twitter
Visualizzazione post con etichetta opensource. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta opensource. Mostra tutti i post

11/10/11

A bocce ferme

Di solito a bocce ferme si riesce a ragionare meglio sulle cose, apprezzandone diversi aspetti e potendo analizzarle con maggiore discernimento.

E' per questo che ho apprezzato il pezzo scritto da Eric S. Raymond (noto anche come ESR), uno dei "padri" del movimento Open Source ed autore di testi fondamentali quali The Cathedral and the Bazaar, in merito alla oramai arci-nota dipartita dell'almeno altrettanto arci-noto Steve Jobs.

Non tanto (o non solo) perché cerca di ristabilire anche un po' di oggettività in merito alle chiacchierate e comunque fragorose dichiarazioni di Richard Stallman,  ma anche perché fa riflettere su aspetti del fu Steve che, in alcune occasioni, sono stati forse eccessivamente messi in ombra da quanto di buono, innovativo e di successo egli ha indubbiamente fatto.

Hasta luego.

[Photo credits | GDShot via Flickr ]

07/09/11

Public Disclosure

Come accade quasi sempre, gli articoli di Marco Calamari su Punto Informatico sono molto interessanti.
Intanto perché Marco scrive molto bene, con pacatezza ed abbondanza di dati.

Oltre a ciò, questa volta parla di una cosa che, almeno al sottoscritto (OK, non faccio testo :) ) era del tutto ignota ma che invece ha subito destato interesse.

Si parla infatti di una sorta di "Wikileaks 2.0", più propriamente denotata come Globaleaks, la quale

"[...] non è un'organizzazione, e nemmeno un gruppo di persone collegato in qualsiasi modo ai processi o ai siti di Public Disclosure: è una comunità di persone che sviluppa e mantiene, apertamente e su scala internazionale, una singola applicazione libera ed open source chiamata appunto Globaleaks".

Il tutto nasce sostanzialmente dall'aver constatato che

"l'intero processo di Public Disclosure doveva essere ripensato e reso più sicuro e più semplice utilizzando mezzi informatici e la Rete, e che la cosa doveva essere realizzata proteggendo al massimo, particolarmente dal punto di vista delle responsabilità legali, tutti gli attori del processo".

Davvero interessante ... e promettente!

Hasta luego.

[Photo credits | photo by freeflyer09 via Flickr]

27/06/11

Aperto è meglio di chiuso

Questo post di Luca De Biase mi ha colpito abbastanza, perché contiene della frasi e dei concetti che sento molto miei, anche se non sono mai riuscito (o non ho mai saputo) esprimere chiaramente.
Ad esempio:
"[...] una tecnologia o un servizio che funziona in rete vale geometricamente di più man mano che crescono i suoi nodi."

D'altro canto:
"Un sistema del tutto privato e che sia usato completamente secondo le regole del suo proprietario genera probabilmente un ecosistema meno ricco, in termini di sviluppatori e utenti, di una tecnologia aperta della quale tutti si sentono fondamentalmente proprietari".

E qual è il sistema chiuso per eccellenza al quale motli di noi pensano in prima battuta? Esatto, proprio "quello là":
"Windows è stato per anni uno standard di fatto, proprietario e chiuso quanto bastava per massimizzare il vantaggio della Microsoft. Non è stato mai battuto direttamente. Casomai aggirato dalle funzioni di sistema operativo che si sono sviluppate sul web le cui regole e la cui proprietà sono decisamente uno standard pubblico. Sul web si possono pubblicare oggetti chiusi e oggetti aperti. Il loro successo è funzione degli obiettivi di chi li propone".
A ben vedere, poi, la diatriba non è tanto tra "chiuso" vs. "aperto", ma relativa all'ambiente nel quale tale confronto si esplica:
"Quello che conta non è tanto valutare quanto sia chiusa una particolare soluzione, ma quanto sia aperto l'ambiente nel quale tutte le soluzioni, più o meno chiuse, si confrontano. Perché solo l'apertura fondamentale dell'internet consente di pensare che per ogni tecnologia chiusa possa sempre nascere un'alternativa aperta che diminuisca la tentazione del monopolista di approfittare troppo del suo vantaggio".

E anche sulla chiusa non posso che concordare:
"Il tema non è contrapporre web e apps. E non è calcolare quanti usano le apps. Il tema è fare servizi che vadano prima a vantaggio di chi li usa poi di chi li fabbrica."

Hasta luego.

[Photo credits | photo by Piermario via Flickr]


12/05/10

Open Source Hardware is Making Big Bucks



Un articolo sull’INQUIRER racconta che alla conferenza Foo Camp East, promossa da O’Reilly e tenutasi presso il campus di Microsoft vicino al Massachusetts Institute of Technology (MIT), Philip Torrone e Limor Fried di Adafruit Industries hanno “rivelato” che ci sono al momento circa 13 aziende che “fanno milioni” con l’open source hardware.

La presentazione in PDF si può leggere qui


Ovviamente, tra i casi citati è presente anche il nostro “amico” Banzi con Arduino J - ma a parte questo, quello che è stupefacente (o confortante, dipende dai punti di vista) è che:
  •  il numero di progetti OS hardware è in costante crescita dal 2005, con una proiezione di 300+ progetti per il 2011;
  • la maggior parte dei progetti sopra il milione di dollari sta rapidamente approcciando i 5 milioni di dollari;
  • molte delle aziende non elencate (dozzine!) arriveranno al milione di dollari;
  • per il 2015 probabilmente il giro d’affari dell’OS hardware nel suo complesso supererà il miliardo di dollari.
Niente male, per qualcosa che moltissimi ancora giudicano un business model che *non può* funzionare ...