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07/09/11

Public Disclosure

Come accade quasi sempre, gli articoli di Marco Calamari su Punto Informatico sono molto interessanti.
Intanto perché Marco scrive molto bene, con pacatezza ed abbondanza di dati.

Oltre a ciò, questa volta parla di una cosa che, almeno al sottoscritto (OK, non faccio testo :) ) era del tutto ignota ma che invece ha subito destato interesse.

Si parla infatti di una sorta di "Wikileaks 2.0", più propriamente denotata come Globaleaks, la quale

"[...] non è un'organizzazione, e nemmeno un gruppo di persone collegato in qualsiasi modo ai processi o ai siti di Public Disclosure: è una comunità di persone che sviluppa e mantiene, apertamente e su scala internazionale, una singola applicazione libera ed open source chiamata appunto Globaleaks".

Il tutto nasce sostanzialmente dall'aver constatato che

"l'intero processo di Public Disclosure doveva essere ripensato e reso più sicuro e più semplice utilizzando mezzi informatici e la Rete, e che la cosa doveva essere realizzata proteggendo al massimo, particolarmente dal punto di vista delle responsabilità legali, tutti gli attori del processo".

Davvero interessante ... e promettente!

Hasta luego.

[Photo credits | photo by freeflyer09 via Flickr]

20/07/11

Vieni avanti, cretino!

Non posso che condividere e divulgare il bellissimo post di Massimo Mantellini sul suo blog.

Anche a me questa vicenda di "Spider-coso" (cito da uno dei numerosi ed intelligenti commenti al post di cui sopra" ha fatto pensare ad una cretinata o, anche nel migliore dei casi, ad un atto di superficialità ed ignoranza.

Di sicuro credo si sia trattato dell'(n+1)-esimo approccio sbagliato al web ed alla sua "straordinarietà" che Mantellini individua mirabilmente nella (l'enfasi è mia):

"[...] inedita possibilità di creare consenso e narrazione (ma anche contrapposizione, opposizione politica) attorno a informazioni magari inedite, magari piccole, ma comunque sottoposte al controllo ed al ragionamento collettivo. Gente differente e lontanissima che manifesta ed unisce – questa volta – la propria rilevanza. La costruzione di un percorso informativo alternativo che di fatto diventa per sua stessa natura rivoluzionario rispetto a quello dominante ma che non potrà mai essere populista e plebiscitario".

Chi si avvicina alla rete con l'atteggiamento di quello che "ora glielo faccio vedere io come si fa", oppure solo cercando di usarla - anche a fin di bene - con modalità furbette che prescindano da quel "controllo e ragionamento collettivo", è destinato a fallire miseramente, tanto nel metodo quanto nel merito.

Credo sia sempre il solito vecchio errore che fa chi vuole pretendere di usare un "ecosistema" di tipo 2.0 senza averne capito - del tutto o in parte - le caratteristiche fondamentali, mettendoci sopra la solita copertina di tipo 1.0 (cioè: vi dico io le cose, voi ascoltate e tutt'al più datemi i vostri "Like").
Alla fine, si tratta di una insana, pervicace, miope e infruttuosa mancanza di umiltà, con l'aggravante che una parte dell'insuccesso di chi agisce così rischia di riverberarsi (per un sillogismo tanto sbagliato quanto però facile ad attecchire) sulla rete intera.
Io però sono ancora fermamente convinto che questo organismo possieda tutte le capacità per sviluppare da solo i propri "anticorpi" ed eliminare le sue "tossine".

Hasta luego.

[Photo credits | dal blog Cinemediamaxieroe]


11/07/11

Rete

Leggo questo interessante post di Massimo Mantellini ed invito voi a fare altrettanto, anche se a mio modesto parere tutto sta in queste due frasi del nostro:
1) "[...] la rubrica di Giovanni Valentini [...] che ha come oggetto la crisi Agcom-rete"

2) "Il pezzo non è online".

Altro dirvi non vo'.

Hasta luego.

[Photo credits | By kwilliams (flickr) [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], via Wikimedia Commons]

05/07/11

Sveglia!!

Anche questa mattina - soprattutto questa mattina - dobbiamo ricordarci della Notte della Rete.
Per il momento è il nome di un evento - non vorrete mica che da dopodomani diventi una realtà, no!?

Per avere tutte le informazioni essenziali, vi invito a leggere il post sintetico ed informativo di Alessandro Gilioli.

Hasta luego.

P.S.: qui è possibile seguire la diretta streaming dell'evento

Online video chat by Ustream

[Photo credits | By Evil saltine (english language Wikipedia: Evil saltine) [Public domain], via Wikimedia Commons]

01/07/11

Magari non sarò un blogger ma....

...NON VOGLIO ESSERE CANCELLATO!

Il 6 luglio l'AgCom voterà una delibera con cui si arrogherà il potere di oscurare siti internet stranieri e di rimuovere contenuti da quelli italiani, in modo arbitrario e senza il vaglio del giudice.
Siccome, con ogni evidenza, si tratta di una misura degna dei peggiori regimi, sarebbe il caso di rimboccarsi le maniche per evitare che venga approvata.
Cosa puoi fare:
  • se sei un blogger scrivi un post, usando il logo che vedi qua sopra e riportando tutti i link, e diffondilo più che puoi tra quelli che conosci;
  • vai alla pagina di Agorà Digitale in cui sono raccolti tutti i link, le iniziative e le proposte dei cittadini;
  • firma e diffondi la petizione sul sito di Avaaz;
  • partecipa e invita tutti i tuoi amici a "La notte della rete": 4 ore no-stop in cui si alterneranno cittadini e associazioni in difesa del web, politici, giornalisti, cantanti, esperti. 
 (ho copiato ed incollato praticamente lo stesso testo e gli stessi riferimenti utilizzati da Alessandro, Daniele ed Alessandro, che ringrazio pubblicamente).

Hasta luego.


24/03/11

Carambole

La sentenza tutta italiana (nel senso deteriore del termine, purtroppo) che ha ritenuto Yahoo!Italia colpevole di non aver impedito "il collegamento a mezzo dell'omonimo motore di ricerca ai siti riproducenti in tutto o in parte l'opera diversi dal sito ufficiale del film" è stata riportata da diverse fonti, sia di settore sia più generaliste.

Il minimo comun denominatore, mi sembra, sia però la scarsa rilevanza data ad un elemento molto semplice: vale a dire che il motore di ricerca è, per l'appunto, un  "motore", ovvero qualcosa di "automatico" che produce i suoi risultati sulla base di un algoritmo e di una "intelligenza" predefinite.
Non c'è nessun "Turco" nascosto dentro la scatola, quindi non ritengo abbia molto senso "condannare" un algoritmo (anche perché questa strada non sappiamo dove ci potrebbe portare).

Molto meglio di me lo fa notare Massimo Mantellini nel suo blog:
"I motori di ricerca non sono umani. Sono come i tasti e il display di una calcolatrice, producono risultati basati su uno schema predefinito. E quindi non sono etici in nessun modo"

Ergo:
"[...] se il motore di ricerca diventa un normale produttore di contenuti editoriali (chiamati per l’occasione link) e deve esercitare una qualche giurisdizione illuminata su milioni di risultati continuamente aggiornati, il motore di ricerca muore".

Anche Alessandro Gilioli stigmatizza da par suo l'assurdità di questa sentenza:
"Adesso, per coerenza, bisogna condannare le Pagine Gialle perché riportano anche gli indirizzi dei ristoranti dove riciclano denaro e degli idraulici che non rilasciano ricevuta".

A chiosa del tutto, sento di poter dire che non è questa la strada maestra che può portare la nostra società civile verso una comprensione piena e consapevole della rete, delle sue potenzialità e delle sue peculiarità.

Hasta luego.

UPDATE: anche l'ottimo Alessandro Capriccioli (a.k.a. Metilparaben) ne parla nel suo blog.
UPDATE: qua sul blog di Stefano Quintarelli è possibile scaricare il PDF dell'ordinanza

[Photo credits: dark_muse on Flickr - http://www.flickr.com/photos/dark_muse/4386515008/in/photostream/ ]